giovedì, 28 maggio 2009

Londra. Here we are now. Entertain us. Alla fine ce l'abbiamo fatta. Alla fine l'ho vista. Un misto di impressioni che non so ben decifrare nè scrivere, so solo che continuavo a prensare a quanto fosse meravigliosa. Non so se fosse solo per la città o per il momento, per la compagnia, per tutto. Londra in questo momento, a dare respiro. Ho un bel pò di foto, un bel pò di video, di ricordi e di impressioni che non mi scollerò mai. Che rappresentano e rappresenteranno sempre Londra che ha fatto da centro e allo stesso tempo da sfondo alle risate, ai momenti su e a quelli giù, alle camminate, alle intese, alle sensazioni. Almeno fino alla prossima volta. London is calling again.

Il primo bengala. Quel pò di sollievo che ci strappano dall'ombelico. Che ci strappi dall'ombelico. Stavolta serviva la carica per altri giri. Me l'hai data tu con i primi due accordi. Poi per due ore fuori dal mondo. Solo il nostro di mondo, quello mio, quello delle altre 1000 persone. Certe notti son notti, o le regaliamo a voi. Certe notti qui. Scaletta inaspettata, da spaccare il cuore. Stupore. Stupore che ci riesca sempre ad andare a fondo.  In quel posto dentro, che so io, ti sento. Il posto in cui fa freddo e in cui nessuno arriva mai. Urla, salti, sorrisi e balli. Contenti oppure no, siam questi qui perciò, tra pregi e limiti. Con queste facce qui. Non avremo classe ma abbiamo sangue e fiato finchè vuoi. Quelle tra palco e realtà.

GRAZIE.

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giovedì, 14 maggio 2009

Qualche giorno è molto meglio
qualche giorno non mi sbaglio
vedo chiaramente quel che c'è
le colline, le vetrine
la mia stanza da imbiancare
questa faccia che va bene... già com'è.
Guardo in faccia il sole
fino a lacrimare
fino a che... si vedrà
chi per primo abbassa gli occhi


Le mie amiche sono amare
se si parla un po' d'amore
tanto ognuna sa comunque... quel che sa


Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò

. . . . . .

Qualche giorno è proprio meglio
ogni minimo dettaglio
sento chiaramente quel che c'è
le risate, le sirene,
le sorprese di un aprile
questo cuore che va bene... già com'è.
E profumi e odori
sono un po' più veri
fino a che... si vedrà
chi per primo abbassa il cuore

Le mie amiche sanno stare
dalla parte dell'amore
tanto ognuna sa comunque... quel che sa


Io posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
la tazza di latte che scotta
e quella coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò

Qualche giorno è sempre meglio
guardo avanti e non mi sbaglio
so precisamente cosa c'è per me

E posso dire la mia sugli uomini
qualcuno l'ho conosciuto
qualcuno mi è solo sembrato
qualcuno l'ho proprio sbagliato
e qualcuno lo sbaglierò.
Ma posso dire la mia sugli uomini
davanti a una tazza di latte
con una coperta di troppo
appena finisce la notte
qualcosa mi inventerò...

postato da: Amrita86 alle ore 23:58 | Permalink | commenti
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giovedì, 23 aprile 2009

Vattene subito
Scusa l'equivoco
Tanto non cambieremo mai.

(E' stato stupido, fin troppo comodo, vederti come poi non sei, come certo mai sarai...)

I'm more that what you made of me
I followed the voice you gave to me
but now I gotta find my own

(if you don't, if you won't listen)

postato da: Amrita86 alle ore 12:50 | Permalink | commenti
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sabato, 14 marzo 2009
hai fatto fatica a parlare davvero
non potevano credere
e allora hai parlato
per come volevano
perché anche essere gentile
è meglio di niente
ma le parole avanzate
hanno reso la valigia
quasi impossibile

hai fatto così tanta strada
per arrivare fino qui
ma adesso se vuoi
ti puoi sedere
di là c'è un bagno caldo
ti puoi sedere
di là c'è un frigo pieno
ti puoi sedere
mentre di qua
la apro io
la tua valigia
e ti mostro
che dentro
c'erano solo
un paio di farfalle
dure a morire

postato da: Amrita86 alle ore 11:58 | Permalink | commenti
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martedì, 17 febbraio 2009

LAMA DI QUINDICI

di quanto tempo si dispone
per riconoscere un amore
che sa di eventuale?
così
giusto per sapere
se sia meglio l'amore
o i tentativi prima

questo
proprio questo
pensava la ragazza francese
nata comunque
nella nebbia nostra
e da quella nebbia piegata
un po' prima
delle scadenze dovute

la linea della fortuna
nella mano
scavata
con una lama di quindici

viveva dormiva cucinava
in una casa un letto
e con un fornello
non suoi
riempiva e poi lavava bicchieri
non suoi
in un locale
non suo
stava sotto e a volte sopra
qualche corpo
non suo
e non pretendeva attenzioni
che non potessero essere
loro

aveva addosso un maglione largo
non suo
semplicemente rimasto lì
mentre guardava
dalla finestra
il traffico sotto
indovinando quasi sempre
la prossima macchina

chissà se qualcuna di quelle bugie
non fosse finalmente sua

mentre c'era bisogno di ritinteggiare
lo spazio tra il calendario e la porta
nella vita probabilmente sua


postato da: Amrita86 alle ore 21:33 | Permalink | commenti
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giovedì, 05 febbraio 2009

E non ci prendono i quarant'anni
e non ci prenderà Bill Gates
e non ci prendono coi sondaggi
che non ci prendono con noi
e non ci prendono vecchie balle
nemmeno nuove nostalgie
ci hanno promesso un grande futuro
e poi ce l'han tolto c'han detto "scusate"
e così sia


e non ci prendono sul serio
d'altronde non l'han fatto mai
siam sempre stati il pesce d'aprile
anche quando l'aspetti anche quando lo sai
e non ci prendono comodamente
nè con il loro dài e dài
nè con il loro chi tace acconsente
noi non abbiamo taciuto mai


e non ci beccano più
e non ci provano più
non se lo chiedono più
cosa facciamo qui nelle scarpe da corsa


libera uscita
in libero mondo
libera scelta di dirlo io
com'è che mi spendo...
com'è... com'è

e non ci mettono il costume
e non ci prendono l'energia

abbiamo deciso che crederci ancora
non sia una brutta malattia
e non ci cambiano il biglietto
e non ci cambiano l'idea
siam sempre stati quelli che loro dicevano
sono già andati via

e non ci beccano più
e non ci provano più
non se lo chiedono più
cosa facciamo qui nelle nostre mutande

libera uscita
in libero mondo
libera scelta di dirlo io
com'è che mi spendo
libera uscita
senza rincorsa
libera scelta di dirlo noi
cos'è che abbiam perso...
se c'è... se c'è.

postato da: Amrita86 alle ore 16:00 | Permalink | commenti
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venerdì, 23 gennaio 2009

Io so di non sapere

Socrate

 

In questa pagina dovrei riassumere i miei tre anni universitari, dovrei citare e ringraziare tutti quelli che ne hanno fatto parte, e dovrei farlo al meglio che posso. Perché si meritano il meglio di quello che posso fare.

A M., R. e A., la mia famiglia, che mi ha concesso il lusso di studiare, senza mai fare pressioni né far pesare aspettative. Che ha sopportato stoicamente le mie crisi puntuali ad ogni sessione d’esame. Questo è anche il loro giorno.

A tutti quelli che hanno condiviso questi tre anni con me, fra corsi, appunti, esami, mezzi e risate, che non sono mai mancate.

A B., M., ed E., non credo ci siano o servano parole. Per le risate e tutto quello che intorno ad esse è nato.

Alla mia relatrice M.A.S., che mi ha seguito nella stesura di questa tesi, e che mi ha aperto un mondo, quello dell’Africa e delle sue letterature, così lontano dagli stereotipi di appena tre anni fa. Che ha rinforzato l’idea che leggere rivoluziona ed amplia la visione del mondo che si ha.

Al forum di Mediazione, che ha risolto dubbi, evitato viaggi e dato sostegno a tutti quelli che ne fanno o ne hanno fatto parte. Se sono ancora qui è anche grazie a loro.

A tutti i corsi, a tutti gli esami, a tutti i professori che nel bene o nel male mi hanno insegnato una lezione. Ed è questo che conta.

A tutti i luoghi che ho “abitato”, a tutte le strade che ho calpestato, a tutte le ore che hanno scandito questi tre anni. Alla musica che ha accompagnato i miei viaggi da pendolare e le pause nello studio.

All’idea che più si studia e più c’è da apprendere e capire. Alla curiosità, alla voglia di sapere.

 

GRAZIE.

postato da: Amrita86 alle ore 14:33 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 22 gennaio 2009

Liberi com'eravamo ieri,
dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e
andare fuori...
Libero com'ero stato ieri,
ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi,
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori...

Perchè a volte te lo senti che nonostante tutto non ci prendono più e non ci beccano più, non se lo chiedono più cosa facciamo qui nelle scarpe da corsa!

-Zitta e nuota...nuota e nuota!-

postato da: Amrita86 alle ore 10:08 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 03 gennaio 2009

Una vita da mediano
a recuperar palloni
nato senza i piedi buoni
lavorare sui polmoni
una vita da mediano
con dei compiti precisi
a coprire certe zone
a giocare generosi

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
una vita da mediano
da chi segna sempre poco
che il pallone devi darlo
a chi finalizza il gioco

una vita da mediano
che natura non ti ha dato
nè lo spunto della punta
nè del 10
che peccato

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finche ce n'hai
stai lì
una vita da mediano
da uno che si brucia presto
perché quando hai dato troppo
devi andare e fare posto
una vita da mediano
lavorando come Oriali
anni di fatica e botte e
vinci casomai i mondiali

sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì
stai lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai
finchè ce n'hai
stai lì

postato da: Amrita86 alle ore 19:49 | Permalink | commenti
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mercoledì, 31 dicembre 2008

Perchè a volte in un anno ci sono picchi bassissimi e picchi altissimi...perchè a volte passano, si scavalcano e a volte convivono...Perchè forse l'anno non c'entra nulla, forse quelle che contano sono solo le fasi..ma scrivere di quest'anno è importante per mettere in queste 4 cifre tutto quello che è stato man mano che i giorni e i mesi passavano.

Mi sembra passato un secolo, altre volte un attimo. Mi sembra di essere la stessa, ma a volte sembra che mi sia cambiato molto, dentro e intorno...Passioni sono nate e cresciute. Parole che hanno acquistato un senso, parole che ne hanno perso uno, parole che ne hanno aggiunto uno...

Tanti dubbi, molte gabbie di carta con la chiave scordata in cantina ma molti intorno pronti a prestarmi un soffio per buttarle giù. Tanti esami finiti e traguardi raggiunti e da raggiungere. Tanti biglietti, viaggi, foto. Tanti messaggi. Tante canzoni. Tante lotte per far capire che non cambierai più, non ti piegherai più, non ti adatterai più. Che si adattino loro, adesso. Qualche lacrima, delle tante che dovrebbero uscire senza problemi. Miliardi di risate, quelle belle e non trattenute, quelle genuine. Tanti gelati, tanto mare, tante chiacchierate. Le amicizie, quelle poche ma buone, cresciute in modo così inaspettato. Così tanto. L'affetto che non ti aspetti. Urlato contro il cielo, per due sere meravigliose..Roma e Verona  Chiudo con la prima di queste due, il primo concerto. L'emozione più forte. In comunione col mondo. GRAZIE a chi ha fatto parte del mio anno. A chi ho incrociato. A chi ho solo sfiorato. A chi ho perso. A chi ho ritrovato. A chi ho conosciuto . A chi ora mi sta vicino. A chi si sentirà preso in causa leggendo.

Certe Notti la macchina è calda e dove ti porta lo decide lei.
Certe notti la strada non conta e quello che conta è sentire che vai.
Certe notti la radio che passa Neil Young sembra avere capito chi sei.
Certe notti somigliano a un vizio che non voglio smettere, smettere mai.

Certe notti fai un po' di cagnara che sentano che non cambierai più.
Quelle notti fra cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu.
Certe notti c'hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà.
Certe notti coi bar che son chiusi al primo autogrill c'è chi festeggerà.

E si può restare soli, certe notti qui, che chi s'accontenta gode, così così.
Certe notti o sei sveglio, o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.

Certe notti ti senti padrone di un posto che tanto di giorno non c'è.
Certe notti se sei fortunato bussi alla porta di chi è come te.
C'è la notte che ti tiene tra le sue tette un po' mamma un po' porca com'è.
Quelle notti da farci l'amore fin quando fa male fin quando ce n'è.

Non si può restare soli, certe notti qui, che se ti accontenti godi, così così.
Certe notti son notti o le regaliamo a voi, tanto Mario riapre, prima o poi.

Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui, certe notti....

Certe notti sei solo più allegro, più ingordo, più ingenuo e coglione che puoi
quelle notti son proprio quel vizio che non voglio smettere, smettere, mai.

Non si può restare soli, certe notti qui, che chi s'accontenta gode, così, così.
Certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai, ci vediamo da Mario prima o poi.

Certe notti qui, certe notti qui, certe notti qui.

postato da: Amrita86 alle ore 15:40 | Permalink | commenti
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venerdì, 28 novembre 2008

Non sarà mai facile per nessuno, fino in fondo, essere e godere, senza nessun tipo di problemi, senza nessun tipo di raffronto, serenamente, quella che sei...sapendo comunque che non sarai mai, con tutti gli sforzi del mondo, quella che "non" sei... 

postato da: Amrita86 alle ore 14:37 | Permalink | commenti
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martedì, 18 novembre 2008

GLI ANNI IN CUI ERAVAMO DISTRATTI

Non è ancora chiaro
se siano finiti del tutto
gli anni in cui eravamo distratti.

Non ci accorgevamo
che le nostre cellule sfinivano
e quelle nuove arrivavano
e quelle di nostro padre
andavano a male.

Negli ospedali camminavamo
dritti verso un letto
non giravamo mai lo sguardo
in corsia
sentivamo le canzoni
ci abituavamo alle peggiori
le ricantavamo forte
per non sentire
notizie davvero vere.

Come certi prestigiatori
ci infilavamo
lastre sottili di ferro
a dividere
la parte sopra l'ombelico
da quella sotto
e non diteci che non sapete
quale porgevamo
alle ragazze
e non diteci che non sapete
che la loro richiesta
non l'ascoltavamo
con
precisa
distrazione
e scelta.

Ai funerali
pensavamo ad altro,
se ci andavamo,

impegnati a rendere coerente
l'epitaffio
uno che se l'è cavata.

Fatti
di pezzi di uomo
messi insieme
con pazienza orefice
braccia e orecchie conserte
eclissi parziale di occhi
camminavamo sul filo
con in bocca il cucchiaio
sul cucchiaio l'uovo
sull'uovo il peso del cielo.

postato da: Amrita86 alle ore 11:18 | Permalink | commenti
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martedì, 11 novembre 2008

VIA LE MANI DAGLI OCCHI

Sii vai via,senza di me,
tu vai via,non puoi aspettare tanto tempo inutile,
e cosi tu vai sola via,
sii che vai via,ma che freddo fa se tu vai via,
non vuoi aspettare neanche il tempo utile,
perchè da me lo so si va soltanto

Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani,lontani,lontani,lontani

Strana magia in un istante,
tu vai via,non vuoi leccarmi tutte le ferite,
è cosi che tu vai via,
ma da quando in qua no,non sei più mia,tu sola che hai leccato tutte le ferite,
lo sai da me tu non puoi proprio andare

Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani e vai via,via le mani dagli occhi che senso se poi mi blocchi le mani e rimandi a domani,domani,domani,domani

domani e per sempre domani,
domani e per sempre rimani,
ma ora toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,amore toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,e vai

Via,via le mani via gli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani e vai via,via le mani via gli occhi che senso ha se poi mi blocchi la mani e rimandi a domani,domani,domani,domani,domani,domani,domani,domani….

Ti prego Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani,Toccale!

postato da: Amrita86 alle ore 21:22 | Permalink | commenti
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mercoledì, 29 ottobre 2008

Questa qua è per te, la TUA canzone...poche parole, non mie, ma si sa che lui parla un po' per tutti!

Tienimi su la luce
fatti vedere meglio
fare l'amore o il sesso
qui non è più un dettaglio
baciami la fortuna
baciami le parole che sai già
baciami il sangue mentre gira

sei arrivata apposta
come ci frega l'amore
dà degli appuntamenti
e poi viene quando gli pare
soffia su questo tempo
tienilo acceso sempre tu che puoi

E andiamo verso
il giorno dei giorni
senza più limiti
il giorno dei giorni
fino a quel giorno, voi non svegliateci

tienimi su la vita
cosa combina l'amore
vivere i suoi effetti
e non sentirsi coglione
ogni minuto è pieno
ogni minuto è vero se ci sei

Che è già partito
il giorno dei giorni
fatto per vivere
il giorno dei giorni
tutto da fare e niente da perdere
il giorno dei giorni
senza più limiti
il giorno dei giorni
attimi e secoli, lacrime e brividi


balla
femmina come la terra
femmina come la guerra
femmina come la pace
femmina come la croce
femmina come la voce
femmina come sai
femmina come puoi
femmina come la sorte
femmina come la morte
femmina come la vita
femmina come l'entrata
femmina come l'uscita
femmina come le carte
femmina come sai
femmina come puoi

Che siamo dentro
il giorno dei giorni
fatto per vivere
il giorno dei giorni
tutto da fare e niente da perdere
il giorno dei giorni
senza più limiti
il giorno dei giorni
attimi e secoli, lacrime e brividi

femmina come la terra
femmina come la guerra
femmina come la pace
femmina come la croce
femmina come la voce
femmina come sai
femmina come puoi

AUGURI...

postato da: Amrita86 alle ore 08:18 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 14 ottobre 2008

 “Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”

postato da: Amrita86 alle ore 19:25 | Permalink | commenti (1)
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